Guida Linux Ubuntu, guida pratica per Linux Ubuntu per principianti

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Linux Ubuntu per tutti!
Dall'installazione all'utilizzo della più diffusa distribuzione Linux

di Riccardo Cavalieri


La promozione della creatività giovanile e dei diversi linguaggi espressivi e comunicativi che caratterizzano l’evoluzione delle nuove generazioni rientrano sicuramente tra i compiti che anche l’Amministrazione Pubblica deve perseguire nelle proprie politiche rivolte ai giovani.
Ecco perché l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Modena ha da alcuni anni sviluppato una serie di azioni specifiche che riguardano questi aspetti con particolare attenzione all’informatica, che riveste grande rilievo in quest’ambito. Infatti è da alcuni anni, a partire dal 2001, che è stata realizzata ed implementata nella nostra città la Rete “Net Garage”: sei strutture rivolte ai giovani, diffuse sull’intero territorio cittadino, finalizzate all’alfabetizzazione informatica e alla navigazione gratuita in internet.
I riscontri positivi di questa proposta e il consolidamento della Rete “Net Garage” hanno consentito, in una fase successiva, di indirizzare il progetto anche su contenuti più tecnici puntando con una precisa scelta alle piattaforme “Open Source” e ai cosiddetti software liberi.
È evidente che questa opzione, solo apparentemente tecnica, è in realtà una scelta culturale e politica che punta a privilegiare gli strumenti comunicativi che facilitano la condivisione delle idee e la libera diffusione dei contenuti creativi. Non a caso, a fianco al progetto “Open Source” sono state organizzate iniziative per l’informazione e la promozione delle licenze libere come le “Creative Commons”, applicabili alle diverse forme espressive, dalla scrittura alla grafica, dai video alla musica e altro ancora.
Nell’auspicio che questo volume possa essere un ulteriore contributo allo sviluppo e alla diffusione di una “cultura open”, vi auguriamo una buona lettura.
L’Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Modena Giovanni Franco Orlando

Promuovere i diritti umani, la pace e la giustizia sociale; favorire la crescita culturale e l’autonomia delle persone; costruire la convivenza e la coesione sociale attraverso l’esercizio di una cittadinanza attiva e responsabile. Sono i punti cardinali del progetto dell’Arci, il filo conduttore che lega le mille attività diverse prodotte ogni giorno dalle sue associazioni di base, la rete di partecipazione popolare più ampia e diffusa nel Paese. Questa solida base di valori condivisi è ciò che consente di spiegare la complessità di un associazionismo dalle caratteristiche uniche per la sua capacità di tenere insieme esperienze tanto diverse, dalle tombole alle battaglie per i diritti civili, dai tornei di briscola alla cooperazione internazionale, dalle feste popolari alla sperimentazione culturale e alle nuove tecnologie. Un fenomeno associativo dalle tradizioni centenarie, che affonda le sue radici nelle prime esperienze mutualistiche del movimento operaio. Negli anni ’50 del secolo scorso, gli obbiettivi dei fondatori dell’Arci erano la conquista del diritto al tempo libero come spazio di rigenerazione umana, crescita individuale e collettiva dei cittadini, e la battaglia per il diritto alla cultura popolare come strumento di emancipazione dei lavoratori. Quelle idee hanno attraversato mezzo secolo di storia italiana coinvolgendo generazioni diverse, intellettuali e gente comune, intrecciandosi col cammino dell’educazione popolare, della sperimentazione d’avanguardia, della diffusione della cultura di massa, delle battaglie per i consumi culturali alla portata di tutti, con un’azione costante di proposta e di stimolo nei confronti delle politiche pubbliche.
Oggi, in un contesto profondamente cambiato, caratterizzato dalla globalizzazione economica e culturale, il nostro obbiettivo di fondo non è poi così diverso. In un’epoca in cui la legge del massimo profitto rischia di diventare l’unica bussola delle relazioni umane e sociali, la battaglia per il diritto alla cultura è ancora una chiave decisiva dello sviluppo umano. La società della comunicazione, insieme all’inedita quantità di informazioni che produce, genera anche parcellizzazione dei saperi, difficoltà a rielaborare le informazioni in sapere critico, in crescita collettiva e senso comune.

Sono gli strumenti della conoscenza, il confronto e il dialogo che possono aiutarci a conquistare autonomia di pensiero e libertà di scelta. È dall’accesso ai saperi che passa l’alternativa fra una società di sudditi o di cittadini liberi.
Le nuove tecnologie ci offrono straordinarie opportunità per allargare l’accesso ai diritti culturali, e al tempo stesso comportano il rischio di un aumento del divario culturale. L’Arci ha iniziato a riflettere su questi temi nel 2005 con un seminario dal tema emblematico “promuovere cultura, fare società”. Ci siamo posti l’obiettivo di capire cosa significhi, per una associazione autenticamente popolare, fare cultura nel terzo millennio, imparare ad usare anche gli strumenti dell’innovazione tecnologica al servizio della crescita culturale diffusa. Questo è il senso della scommessa che abbiamo voluto fare: tenere insieme le bocciofile e Linux. Con questa ambizione abbiamo intrapreso un’altra tappa del cammino che ci vede da sempre impegnati a far da ponte tra culture ed esperienze sociali, tenendo ferma la bussola sulla reale esigibilità di vecchi e nuovi diritti. Non avrebbe avuto senso limitarci a discutere di brevetti e opere dell’ingegno all’interno del nodo wtotrips-gats senza provare a mettere in pratica quelle elaborazioni nelle nostre attività quotidiane di promozione culturale. Il movimento nato per affermare l’uso democratico delle nuove tecnologie ci ha offerto l’occasione di utilizzare il varco tra i software proprietari e quelli liberi per avviare una riflessione sui possibili servizi da offrire alle nostre esperienze di base e all’esterno dell’associazione; ci ha fatto incontrare nuove forme di militanza nell’associazionismo della promozione culturale, stringere nuove e proficue collaborazioni.
La realizzazione dei volumi su Linux Ubuntu e sulle licenze Creative Commons è un primo significativo risultato. Queste pubblicazioni nascono infatti dal lavoro comune dell’Arci con un ente locale, il Comune di Modena, e un editore, Stampa Alternativa: un modello inedito di cooperazione fra soggetti diversi destinato a produrre molti buoni frutti. Siamo convinti che questi volumi rappresentino, oltre a un utile strumento di servizio, un’esperienza significativa nella ricerca delle possibili alternative al sistema delle grandi corporation e degli enti di tutela del diritto d’autore che stentano a trovare la propria ragion d’essere al di fuori della logica del mercato. Nella relazione e nel lavoro comune fra associazioni, istituzioni e operatori culturali possono crescere spazi e opportunità per affermare una nuova etica dei consumi culturali.
Paolo Beni Presidente Nazionale Arci

Ubuntu per tutti e Creative Commons: manuale operativo (Stampa Alternativa 2008), la cui pubblicazione è stata promossa dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Modena, fanno parte di un progetto più ampio per l’informazione, la promozione e la diffusione del software libero e della libera circolazione di idee e contenuti creativi. Sulla preesistente rete Net Garage, sei spazi che dal 2001 consentono la navigazione internet gratuita ai giovani, si innesta nel 2006 la scelta dell’utilizzo di Ubuntu Linux come sistema operativo, avviando la promozione del software open source con corsi, incontri, meeting, concorsi, etc. Il progetto si avvale della collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Informatica dell’Università di Modena e Reggio Emilia e dell’Associazione Conoscerelinux, con le quali l’Assessorato partecipa all’organizzazione del Linux day fin dal 2006. Fra gli ultimi strumenti di informazione e promozione realizzati dalla Rete Net Garage/Net Open Source, figura la distribuzione di un open-CD/DVD, la cui terza edizione, presentata al Linux Day 2008, contiene, oltre a una selezione di software libero, una serie di video lezioni sull’installazione di Ubuntu Linux (a cura di Riccardo Cavalieri) e sulle licenze libere (a cura di Simone Aliprandi), consultabili dal sito www.comune.modena.it/netgarage, prodotte dal Comune di Modena e realizzate da Pongo film. Del medesimo progetto fanno parte le iniziative legate alla condivisione delle idee e alla diffusione dei contenuti creativi. Con il ciclo di incontri Scritture Metropolitane e con il concorso Holden le Biblioteche e le Politiche Giovanili del Comune di Modena si occupano da anni di creatività, di comunicazione e di nuove tecnologie.
Se il concorso (giunto nel 2008 alla 7ª edizione) ha offerto uno spazio espressivo attraverso le diverse sezioni di prosa, poesia e grafica, Scritture Metropolitane ha affrontato, tra gli altri, i temi legati alle licenze libere e al diritto d’autore, oltre a proporne un canale di diffusione con l’omonima collana di e-book edita dalle
Biblioteche comunali e rilasciata sotto licenza Creative Commons.

I responsabili del progetto:
Giovanni Finali, per l’Assessorato alle Politiche Giovanili giovanni.finali@comune.modena.it
Walter Martinelli, per le Biblioteche del Comune di Modena walter.martinelli@comune.modena.it


PREFAZIONE
L’interesse verso la “scienza aperta” è stato storicamente legato al mondo accademico e della ricerca degli ultimi tre secoli, dove la possibilità di condividere risultati e metodologie ha dato un’enorme spinta al continuo miglioramento della scienza e ha accelerato il progresso tecnologico della società. Nel caso dell’informatica, la storia e il successo di Internet dagli anni ‘60, del sistema operativo Unix dagli anni ‘70 e del Web dagli anni ‘90 rappresentano alcuni tra i più straordinari successi ottenuti proprio grazie al legame tra software aperto e metodo collaborativo.
Attualmente, il cosiddetto software “Open Source”, ovvero software di cui viene reso disponibile il codice sorgente a chiunque lo voglia studiare, migliorare o installare, è diventato una realtà importante in tutti i settori dell’informatica ben al di fuori dello stretto ambito accademico. Da un lato, la penetrazione delle tecnologie informatiche in qualsiasi contesto ha aumentato la base di utilizzatori di strumenti software, dall’altra si è assistito alla comparsa di molti pacchetti software Open Source con elevati livelli qualitativi e con una ricchezza di funzionalità di livello professionale. Nell’ambito di molti servizi informatici innovativi, non si pensa neanche più alla “migrazione” dal software chiuso a quello Open in quanto la scelta è direttamente rivolta al software Open Source. A titolo di esempio, si consideri che più del 60% degli attuali siti Web è basato su software Open Source, principalmente Web Server Apache, che il sistema operativo Linux è largamente preferito nei contesti server, senza contare che il 97% dei 500 calcolatori più potenti del mondo si basa esclusivamente su sistemi operativi Open. Più recentemente, la disponibilità di software Open Source di cosiddetta produttività personale come browser e strumenti per l’automazione d’ufficio, fanno intuire che l’Open Source può essere una alternativa più che valida anche in contesti non riservati agli addetti ai lavori.
La maturità dell’Open Source è stata recepita anche da parte dell’amministrazione pubblica e i legislatori hanno iniziato sia in Italia sia all’estero a privilegiare tecnologie Open Source rispetto a soluzioni proprietarie. In Spagna e in Germania, l’adozione di sistemi basati su GNU/Linux e dotati di software Open è una realtà da alcuni anni e diverse altre aree si sono dotate di progetti pilota. In Italia, le leggi che richiedono la riusabilità di soluzioni software hanno favorito lo studio e l’adozione di soluzioni Open Source in diverse realtà della Pubblica Amministrazione, con l’idea che sia preferibile destinare il bilancio per l’informatica allo sviluppo di nuove applicazioni da parte di aziende presenti nel territorio piuttosto che investire in licenze di pacchetti software sviluppati altrove.
La vera sfida si gioca ora nel campo delle competenze umane nella gestione dei sistemi informatici e quindi mette in primo piano il mondo dell’educazione. Da questo punto di vista, l’Università di Modena e Reggio Emilia ha sempre creduto nell’importanza delle tecnologie software Open come metodologia principe per la didattica.
In sintonia con questi principi, in diversi contesti si utilizzano da anni come esempi didattici prodotti Open Source quali i Web Server Apache e Tomcat, il kernel Linux, il linguaggio PHP, il database MySQL. Questa esperienza, maturata nelle facoltà sia di Ingegneria che di Scienze, ci ha convinti che dare allo studente la possibilità di analizzare software “vero” adottato in contesti reali, invece che applicazioni molto semplificate, sia un valore aggiunto enorme per la formazione degli ingegneri e degli informatici del futuro.
Esportare questo modello in altri ordini di scuole risulta il naturale proseguimento di questo cammino. A partire dal successo dei NetGarage, per proseguire verso l’organizzazione congiunta di cicli di seminari, di conferenze e di premi per i giovani, l’Università ha avuto la fortuna di trovare nel Comune di Modena un interlocutore sempre disponibile e stimolante. L’ultimo esempio di successo in cui è messa a frutto l’esperienza maturata nell’ambito dei corsi universitari, la collaborazione del Comune è rappresentata dalla realizzazione di un percorso innovativo di tirocinio rivolto a studenti delle scuole superiori, con l’obiettivo di consentire agli stessi studenti di intervenire sui laboratori didattici delle scuole medie.
Oltre all’obiettivo materiale di rimodernare i laboratori informatici dotandoli di software Open Source, l’esperienza ha raggiunto un obiettivo formativo più importante. Si è potuto appurare come la vivacità intellettuale e lo spirito collaborativo che sostengono il mondo del software Open è stato recepito dalla maggior parte degli studenti che hanno affrontato questo percorso formativo con un entusiasmo al di sopra di ogni aspettativa.
È questo stesso spirito di vitalità, di collaborazione e di curiosità intellettuale, ancor prima delle competenze tecniche, che si auspica di trasmettere con la lettura di questo testo.
Michele Colajanni
Professore di Informatica e Ingegneria Informatica
dell’Università di Modena e Reggio Emilia
GUIDA ALLA LETTURA DEI TERMINI TECNICI
Per facilitare la lettura del manuale si è scelto di dare una particolare
formattazione ai termini tecnici o aventi funzioni specifiche. Talvolta ad esempio sarà presente un indirizzo Internet altre volte dovremo scorrere un menu utilizzando il mouse altre semplicemente digitare una combinazione di tasti da tastiera. Per queste ed altre funzioni, la legenda sotto riportata ci farà da guida.
Voce o percorso di menu Applicazioni > Accessori > Terminale selezionabile col mouse Testo o comando < kompozer > digitato da tastiera (le parentesi acute non vanno digitate) Tasto o combinazione [INVIO] oppure [CTRL] + [D] di tasti digitati da tastiera (le parentesi quadre non vanno considerate) Comando shell mkdir corsi (in Ubuntu, digitato da Terminale) Indirizzo Internet http://it.wikipedia.org/wiki/File Termine tecnico Download


 



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