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Fini-Berlusconi, ora lo scontro è sul
governo
La dichiarazione di Gianfranco Fini
Fini-Berlusconi,
dal matrimonio al divorzio. Bersani: Il governo non c'e' piu'. Bossi
alza il dito medio. Franceschini: il presidente della Camera non è
sfiduciabile. Il documento votato dall'ufficio politico. Minzolini
plaude a divorzio, Garimberti lo attacca. Fini-Berlusconi, 17 anni tra
feeling e scintille. Pdl: chi sono i 37 dell'ufficio di presidenza
ROMA - Gianfranco Fini: "In due ore, senza la possibilità di esprimere
le mie ragioni, sono stato di fatto espulso dal partito che ho
contribuito a fondare". Così ha esordito Gianfranco Fini questo
pomeriggio in una concisa dichiarazione letta alla stampa. E ciò perché
- ha proseguito - ritenuto colpevole di 'stillicidio, di distinguo o
contrarieta' nei confronti del governò, 'critica demolitoria alle
decisioni del partito', 'attacco sistematico al ruolo e alla figura del
premier'. Inoltre - ha ancora detto Fini - avrei 'costantemente
formulato orientamenti' e persino, pensate che misfatto, 'proposte di
legge che confliggono col programma elettorale'. La concezione non
propriamente liberale della democrazia che l'onorevole Berlusconi
dimostra di avere, emerge anche dall'invito a dimettermi, perché 'allo
stato e' venuta meno la fiducia del Pdl nei confronti del ruolo di
garanzia di presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha
vinto le elezionì".
"Ovviamente non darò le dimissioni, perché è a tutti noto che il
presidente deve garantire il rispetto del regolamento e l'imparziale
conduzione dell'attività della Camera, non deve certo garantire la
maggioranza che lo ha eletto. Sostenerlo dimostra una logica aziendale,
modello amministratore delegato-consiglio d'amministrazione, che di
certo non ha nulla a che vedere con le nostre istituzioni". "Ringrazio i
tantissimi cittadini - ha poi detto - che in queste ore difficili mi
hanno manifestato la loro solidarietà e mi hanno invitato a continuare
nella difesa di valori irrinunciabili, quali l'amor di patria, la
coesione nazionale, la giustizia sociale, la legalità: Legalità intesa
nel senso più pieno del termine, cioé lotta al crimine, come
meritoriamente sta facendo il governo, ma anche legalità intesa come
etica pubblica, senso dello Stato, rispetto delle regole".
"E' un impegno che avverto come preciso dovere - ha aggiunto - anche per
onorare il patto con quei milioni di elettori del Pdl onesti, grati alla
magistratura e alle forze dell'ordine, che non capiscono perché nel
nostro partito il garantismo, principio sacrosanto, significhi troppo
spesso pretesa di impunità". "Infine - ha concluso - ringrazio dal più
profondo del cuore i parlamentari del Pdl che nelle prossime ore daranno
vita ad iniziative per esprimere la loro protesta per quanto deciso ieri
dal vertice del partito. Sono donne e uomini liberi, che sosterranno
lealmente il governo ogni qual volta agirà davvero nel solco del
programma elettorale e che non esiteranno a contrastare scelte
dell'esecutivo ritenute ingiuste o lesive dell'interesse generale. Ieri
è stata scritta una brutta pagina per il centrodestra e più in generale
per la politica italiana. Ciò tuttavia non ci impedirà di preservare i
valori autenticamente liberali e riformisti del Pdl e di continuare a
costruire un Futuro di Libertà. Per l'Italia".
PDL: BERLUSCONI, ABBIAMO I NUMERI PER ANDARE AVANTI - "Abbiamo i numeri
per andare avanti, così come abbiamo ben chiaro il programma da
completare e, grazie a questa scelta sofferta ma necessaria, siamo nelle
condizioni di governare più sereni e nella chiarezza". Lo dice il
presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, in un audiomessaggio ai
promotori della Libertà. "Abbiamo promesso agli italiani un Paese più
moderno, più libero, più sicuro, più prospero, meno oppresso dal fisco e
dalla burocrazia. Vogliamo riuscire a realizzarlo entro la fine di
questa legislatura", conclude.
"Per quanto mi e ci riguarda - prosegue il presidente del Consiglio nel
messaggio ai promotori della Libertà - continuerò ad impegnarmi per dare
piena attuazione al progetto nato due anni fa, dalla gente, a Milano in
piazza San Babila, per far si che questo progetto si radichi fra la
gente e sia il partito della gente, perché la nostra bandiera sia
presente in ognuno degli 8.000 Comuni che costituiscono l'Italia, in
ognuna delle oltre 60.000 sezioni elettorali tramite le quali gli
italiani scelgono con il voto da chi vogliono essere governati. Sono
certo - conclude - che ciascuno di voi sarà come sempre anche questa
volta al mio fianco per vincere le difficili sfide che abbiamo di
fronte, per il bene dell'Italia e di tutti gli italiani".
"Fini e quei deputati che l'hanno seguito, hanno dimostrato di essere
lontanissimi dalla nostra cultura liberale. Nello stesso tempo, con il
pretesto del diritto di critica, un diritto scontato nel nostro
movimento perché davvero non c'é altra compagine in cui sia più libera
la discussione e la proposta, hanno cercato di riportare in vita i
metodi peggiori della Prima Repubblica, dalla divisione in correnti fino
alla mediazione continua che paralizza tutto, e hanno iniettato nel
nostro movimento il virus della disgregazione". Lo afferma il presidente
del Consiglio Silvio Berlusconi in un messaggio ai promotori della
libertà.
"Grazie a questa scelta sofferta ma necessaria, siamo nelle condizioni
di governare più sereni e nella chiarezza. Abbiamo davanti tre anni nei
quali, superate le emergenze e accantonate le polemiche inutili, ci
dedicheremo con determinazione alle riforme". Lo afferma il premier
Silvio Berlusconi in un video messaggio ai promotori della libertà.
"Fini e quei deputati che l'hanno seguito, hanno dimostrato di essere
lontanissimi dalla nostra cultura liberale. Nello stesso tempo, con il
pretesto del diritto di critica, un diritto scontato nel nostro
movimento perché davvero non c'é altra compagine in cui sia più libera
la discussione e la proposta, hanno cercato di riportare in vita i
metodi peggiori della Prima Repubblica, dalla divisione in correnti fino
alla mediazione continua che paralizza tutto, e hanno iniettato nel
nostro movimento il virus della disgregazione". Lo afferma il presidente
del Consiglio Silvio Berlusconi in un messaggio ai promotori della
libertà.
"Per due anni , mentre il Governo affrontava con successo sfide
difficilissime, prima fra tutte la crisi economica più grave dal 1929,
riuscendo a tutelare le famiglie e le imprese e a portare l'Italia fuori
dalle difficoltà meglio di tutti gli altri paesi europei, altri
all'interno della nostra formazione politica remavano contro". Lo
afferma il premier Silvio Berlusconi in un videomessaggio ai promotori
della libertà. "E' accaduto infatti che alcuni eletti dal Popolo della
Libertà, sempre sostenuti purtroppo dall'onorevole Fini- prosegue- hanno
lavorato in modo sistematico per svuotare, rallentare, bloccare il
nostro lavoro. Peggio, hanno offerto una sponda ai nostri nemici:
all'opposizione, ai settori politicizzati della magistratura, a certa
stampa, ai peggiori giustizialisti, accreditando in questo modo
un'immagine falsa e diffamatoria del Popolo della Libertà.
NAPOLITANO: SALVAGUARDARE CONTINUITA' VITA ISTITUZIONALE - A quanto si
apprende, al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
nell'incontro avvenuto su loro richiesta, il Segretario del PD,
Pierluigi Bersani, la Presidente del gruppo PD al Senato, Anna
Finocchiaro, e il Presidente del gruppo PD alla Camera, Dario
Franceschini, hanno illustrato l'esigenza già sollevata alla Camera di
un confronto in Parlamento sulla situazione politica. Nel corso del
colloquio il Presidente della Repubblica ha messo in evidenza come
ritenga doveroso restare estraneo al merito di discussioni e decisioni
interne ai partiti. Egli non può invece non richiamare la necessità di
salvaguardare la continuità della vita istituzionale, nell'interesse
generale del paese.
VERTICE DA BERLUSCONI STASERA A PALAZZO GRAZIOLI - Il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi riunirà questa sera a Palazzo Grazioli lo
stato maggiore del partito. Alla riunione prenderanno parte i tre
coordinatori del Pdl e i capigruppo di Camera e Senato. Il tema della
discussione la decisione dei finiani di costituire dei gruppi autonomi
in Parlamento.
COSTITUITO GRUPPO CAMERA DI FUTURO E LIBERTA 'ITALIA - E' stata data
formale annunzio, all'inizio della seduta della Camera del pomeriggio
della costituzione del gruppo ''Futuro e liberta'per l'Italia''. Il
Presidente di turno, Maurizio Lupi, ha dato lettura dei nomi di coloro
che hanno aderito al nuovo gruppo.
Hanno aderito al nuovo gruppo - ha spiegato il vicepresidente Lupi -
Enzo Raisi, Italo Bocchino, Luca Barbareschi, Maria Grazia Siliquini,
Benedetto Della Vedova, Angela Napoli, Francesco Proietti Cosimi, Aldo
Di Biagio, Francesco Divella, Claudio Barbaro, Antonio Bonfiglio,
Giuseppe Scalia, Antonino Lo Presti, Flavia Perina, Fabio Granata,
Carmelo Briguglio, Giorgio Conte, Luca Bellotti, Alessandro Ruben,
Andrea Ronchi, Donato Lamorte, Giulia Bongiorno, Catia Polidori, Carmine
Patarino, Giulia Cosenza, Silvano Moffa, Mirko Tremaglia, Adolfo Urso,
Roberto Menia, Giuseppe Consolo, Giuseppe Angeli, Souad Sbai. Il
vicepresidente Lupi ha spiegato che il nuovo gruppo "si riserva di
comunicare il nome del presidente" e nel frattempo "la rappresentanza
del gruppo è affidata a Giorgio Conte
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No! non ci meritiamo un presidente così!
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