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NOSTALGIA BALILLA
di
Alessandro Robecchi
Pancia in dentro, petto
in fuori! At-tenti! Finalmente una buona notizia per la scuola italiana:
i professori vengono licenziati a mazzi, i soffitti cascano in testa, le
strutture fanno schifo e compassione, ma in compenso possiamo tutti
tirare in aria i berretti e gridare hurrà per il solenne protocollo
d'intesa firmato tra la ministra Gelmini, beata ignoranza, e il sor La
Russa, il colonnello alla parata militare.
In alto i cuori! Il protocollo d'intesa si ammanta di notevoli paroloni,
roba forte qui nel Berlusconistan, come ad esempio «conoscenza e
apprendimento della legalità e della Costituzione». Ma questa è la
teoria, roba da comunisti. È la pratica che è più interessante, e
prevede: «cultura militare», «arrampicata», «tiro con l'arco e con la
pistola» (ad aria compressa, aggiunge pietoso il documento), senza
contare «nuoto e salvamento» e «orienteering».
Insomma, una specie di incrocio tra i littoriali, il sabato fascista e i
film con Alvaro Vitali, il tutto sotto l'occhio vigile di La Russa e
della sciura Gelmini, eletta dalla lobby dei cacciatori nella patria
della Beretta, pistola italiana. Protocollo d'intesa denominato
«Allenati per la vita», che insegna tra le altre cose anche il
«pernottamento in luoghi ostili», cosa che potrebbe tornare utile alle
ragazze che restano bloccate nottetempo nei cessi di Palazzo Grazioli.
Non basta. A coronare il virile cimento arriverà alla fine una «gara
pratica tra pattuglie di studenti» che varrà come credito formativo.
«Mamma, non rompere che c'ho tre in matematica, perché ho preso ottimo
nel passo del giaguaro!». È così che si forma una classe dirigente,
imparando a dire signorsì. Non si parla di bombe a mano e di
sommergibili rapidi e invisibili, ed è una notevole pecca
dell'iniziativa (forse mancano i fondi), ma siamo certi che qualcuno
porrà rimedio.
Il tutto agli ordini di un centinaio di ufficiali in congedo,
consapevoli che, dalle strutture alle finalità, dalle scale alle
camerate, un liceo può somigliare perfettamente a una caserma. Il tutto,
manco a dirlo, sponsorizzato da enti pubblici e privati, il che
significa che l'ora di attività ginnico-militare (sic!) o la visita al
poligono saranno finanziate dall'illuminata industria italiana: perché
avere cittadini quando si possono avere soldati semplici?
L'intesa è per ora regionale (Lombardia) e riguarda le scuole medie
superiori, ma non disperiamo: la nostalgia è una brutta bestia e la
tentazione di vestire da Balilla anche i più piccoli si farà strada
presto. Scritta in un esilarante burocrat-militarese, la circolare che
informa la popolazione pare di suo un capolavoro satirico. E addirittura
strepitoso è il passaggio teorico in cui si spiega che tanto dispiego di
mezzi di aria, di cielo e di terra (e di pistole ad aria compressa) ha
tra le altre finalità «il contrasto del bullismo». Insomma, qualcosa
tipo: «Mamma, c'era un bullo, ma l'ho fatto secco». Molto educativo.
Naturalmente si sa come andrà a finire. Niente soldi per la benzina del
cerchio di fuoco, due proiettili per settecento studenti, corsi di
orienteering nel cortile della scuola e - se piove, nevica o tira vento
- fornitura di speciali scarponi in cartone pressato, nella più pura
tradizione dell'esercito italiano.
E fin qui, naturalmente, al netto di incidenti, sempre possibili di
fronte a una truppa riottosa e bambocciona come ci si immagina quella
degli studenti. «Capitano, me so' sbagliato... Ho spezzato le reni al
prof di greco!». Triste destino di un popolo imbelle a cui si chiede,
«per fare gruppo», di mettere l'elmetto a scuola. Cosa che del resto
chiedono ormai anche le mamme più avvertite. «Mettiti l'elmetto Gino,
che in aula ti casca il soffitto sulla capoccia». Cronache italiane,
insomma. Alalà!
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Aspettando un
sogno...
di Roberto Molinari
Amata Patria mia
Scenda una chiara notte densa di buoni propositi,
Scendano i sogni piu' puri e di elevata statura,
Come per magia svaniscano gli stolti governi!
Come per magia tacciano le televisioni e si ravvedano le genti!
Come per magia possa il placido fiume ripredere il suo letto!
Come per magia s'illuminino i volti di amicizia.
Che anche la neve, come per magia, riprenda il suo candore.
Patria mia,
fai che il mio risveglio non s'odano le solite anitre
che, al rumore del denaro starnazzano impazzite
Fai che al mio risveglio l'odiosa musica sia svanita,
e le minacciose ombre illiberali tacciano!
Allora saluterò con gioia il nuovo giorno,
e ammirerò il maestoso monte e le antiche pietre del mio mare
M'illuderò che la nuova luce del mattino sia scevra
di egoismo e di malvagità alcuna.
Italia, Patria mia,
ti immaginarò così, senza infimi nani e mediocri ballerine,
a risplender libera in tutta la tua naturale bellezza.
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