Romani e Masi contro "Annozero" dei
record
Santoro: "Il 13 febbraio in piazza a Milano"
da
repubblica.it
La puntata di ieri sera, aperta dalla
telefonata del dg Rai, seguita da sette milioni di spettatori. Il
premier si scaglia contro il conduttore nel corso del Cdm e il ministro
scrive all'Agcom. Il direttore generale del servizio pubblico: "La
misura è colma". Pd e Idv: "Berlusconi vuole piegare le istituzioni ai
suoi interessi"
ROMA - Nuovo record di ascolti per la puntata di ieri sera di Annozero,
aperta dalla telefonata in diretta del direttore generale Mauro Masi 1.
Un successo, quello della trasmissione di Michele Santoro, che continua
ad accompagnarsi a roventi polemiche politiche. Gli schieramenti sono
sempre gli stessi: la maggioranza parla di faziosità e violazione delle
regole del servizio pubblico, mentre l'opposizione si appella alla
libertà di espressione. E mentre divampa lo scontro sul suo programma,
il giornalista lancia una manifestazione per il 13 febbraio a Milano:
riprendendo durante una conferenza stampa "un appello lanciato da
Barbara Spinelli e Marco Travaglio", annunciato: "Il 13 febbraio saremo
senza bandiere e simboli di partito davanti al tribunale di Milano in
difesa dell'indipendenza della magistratura, della libertà
d'espressione, e in difesa dei valori della costituzione". In questo
clima il dg della Rai rincara: "La misura è colma" e il ministro delle
Comunicazioni Paolo Romani scrive all'Agcom segnalando "violazioni".
VIDEO La telefonata di
Masi
Gli ascolti. Annozero ha superato anche l'incontro di Coppa Italia
Juventus-Roma: il programma di RaiDue è stato seguito da 7 milioni
e 87 mila telespettatori, con uno share del 25,72%. Su RaiUno oltre sei
milioni di ascoltatori per la partita: in particolare, il primo tempo è
stato visto da 6 milioni 465 mila telespettatori con il 21,56% di share,
il secondo da 6 milioni 187 mila pari al 21,23%.
Il governo. Contro Santoro si scaglia in primo luogo Silvio Berlusconi.
"E' la solita trasmissione faziosa", avrebbe detto il premier durante il
Consiglio dei ministri di questa mattina, chiedendo l'intervento del
ministro delle Comunicazioni Paolo Romani per evitare che programmi di
questo genere vadano in onda.
E nel pomeriggio arriva la notizia che Romani ha scritto al presidente
dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Corrado Calabrò, per
segnalare "recenti accadimenti relativi all'offerta televisiva di
programmi di approfondimento dell'informazione della RAI i quali hanno
trasmodato in modo evidente i limiti della corretta informazione e, in
via mediata, i limiti dell'attività di servizio pubblico demandata alla
società in questione". E' a questo punto che il ministro cita le
trasmissioni di Annozero del 20 e del 27 gennaio (le stesse su cui hanno
chiesto l'intervento i consiglieri dell'Agcom Antonio Martusciello,
Stefano Mannoni, Enzo Savarese, Roberto Napoli) in cui si è "dato ampio
rilievo ad affermazioni di carattere gratuito, denigratorio e gravemente
lesive della dignità e del decoro di eminenti personalità politiche, che
sarebbero state proferite da soggetti coinvolti nell'attività di
indagine da parte della Magistratura requirente".
Masi. "Voglio premettere sul piano personale - afferma il dg del
servizio pubblico in una nota - che per ben due volte e per puro spirito
di correttezza aziendale e di rispetto per il mio ruolo ho ritenuto di
poter subire nel corso della trasmissione Annozero comportamenti
maleducati e inaccettabili". Poi l'affondo: "Ora il limite è stato
abbondantemente raggiunto e la misura è colma. Sul piano più rilevante,
quello aziendale, ribadisco che è indegna l'attività istruttoria
parallela che svolgono taluni sulla televisione del servizio pubblico
come se avessero ricevuto chissà quale delega dall'autorità giudiziaria
che ancora una volta dovrà verificare l'attendibilità di un teste di
accusa che anche ieri sera ha rivelato in diretta televisiva fatti e
circostanze oggetto di un procedimento penale ancora in fase di indagine
preliminare". Masi ricorda quindi che "Santoro è presente nel Palinsesto
Rai non per una libera scelta editoriale ma in forza di due sentenze,
come tutti ben sanno molto 'peculiari', dei giudici del lavoro per cui è
evidente che una dissociazione a tutela dell'Azienda non può non
avvenire nella forma più esplicita". E conclude: "Resto poi convinto che
la missione del Servizio Pubblico deve essere ed è tale solo se
realmente pluralista e rispettosa di tutte le parti e di tutte le
regole. Questa è una battaglia che porterò avanti fino in fondo
prendendomi tutte le responsabilità del caso".
L'opposizione. Le prese di posizione governative, suscitano l'immediata
reazione del Pd: "Berlusconi vuole piegare ai suoi interessi ogni
istituzione di questa nostra Repubblica. Persino il Consiglio dei
ministri dove dovrebbero essere prese le decisioni del governo, diventa
il pulpito dal quale il premier precipita il Paese nel conflitto
permanente lanciando proclami e mettendo la sua persona al centro
dell'azione dell'esecutivo", afferma Alessandro Maran, vicepresidente
dei deputati del Pd.
Dal leader dell'Idv Antonio Di Pietro arriva una nota dai toni
durissimi: "L'Italia dei Valori esprime la propria solidarietà a Michele
Santoro e alla redazione di Annozero, vittime ieri di un grave tentativo
di intimidazione e censura da parte del direttore generale della Rai. E'
fortemente a rischio la democrazia: Berlusconi pretende di imporre
ospiti, pubblico e temi, in palese violazione dell'articolo 21 della
Costituzione e si serve dei suoi sottoposti per portare avanti questo
progetto eversivo".
Presidenza e consiglieri Rai. Paolo Garimberti si sarebbe schierato per
il rispetto delle regole ma avrebbe bocciato le valutazioni in diretta
tv. "Personalmente - avrebbe detto ai suoi collaboratori - sono convinto
che i toni gladiatori non facciano bene alla Rai e che non facciano
affatto bene nemmeno alla politica, soprattutto quando parla in
televisione e di televisione. Ciò premesso, la libertà editoriale va
tutelata in ogni modo ma, ovviamente, deve essere esercitata nel pieno
rispetto delle regole. Se e quando giornalisti e conduttori violano
queste regole esistono le sedi istituzionali competenti per le
valutazioni del caso e tra le sedi istituzionali non rientra certamente
la diretta televisiva". "Sono convinto, infine - avrebbe concluso il
presidente della Rai - che il supremo interesse dell'azienda Rai sia
quello di sottrarla in ogni modo e con ogni mezzo dall'essere oggetto di
polemiche e campo di battaglia (prima) e bottino di guerra (poi) della
politica".
Dell'opportunità dell'intervento di Masi, dice a Radio Città Futura il
consigliere di minoranza nel CdA Rai, Nino Rizzo Nervo, si parlerà nel
consiglio di amministrazione fissato per giovedì. A suo avviso, Masi si
è comportato da "succedaneo" di Berlusconi: "Siamo abituati alle sortite
del presidente del Consiglio, lui le fa e poi i conduttori si regolano
come credono. Quando invece è un direttore generale che telefona a una
sua trasmissione, o ha il coraggio, ritenendo di essere nel giusto, di
prendere delle decisioni, oppure dà l'impressione di averlo fatto per
far sapere a qualcuno all'esterno che lui non c'entrava con quello che
andava in onda. Così non si fa il direttore generale". Rizzo Nervo si
augura pertanto che Masi, "una buona volta, si renda conto della sua
imperizia rispetto al ruolo che ricopre e al più presto tolga il
disturbo''.
Anche il consigliere di amministrazione Rai Giorgio Van Straten si
"dissocia" da Masi: "Di fronte all'imbarazzante telefonata fatta ieri
sera da Mauro Masi a Michele Santoro, sento anch'io l'esigenza di
dissociarmi, non dalla trasmissione ovviamente, ma da un direttore
generale che riesce nello stesso momento a compiere un atto di
inaccettabile prevaricazione verso chi fa il proprio mestiere e a
mettere in ridicolo se stesso e l'azienda".
(28 gennaio 2011)